Calcolare
stanca
Se mai Nepero avesse dovuto sintetizzare in un motto
pubblicitario il leit-motiv della sua ricerca, certo avrebbe scelto
qualche cosa di simile all'espressione «calcolare stanca».
Ritratto di Nepero, autore ignoto,
National Portrait Gallery of Scotland
Egli fece di tutto per ovviare a questo inconveniente: costruì i logaritmi
per risolvere i problemi di calcolo degli astronomi e, pensando ad esigenze
più limitate, promosse la realizzazione di semplici strumenti che agevolassero
il calcolo ripetitivo di moltiplicazioni e divisioni.
Così scrive Nepero stesso:
Eseguire dei calcoli è operazione difficile
e lenta e spesso la noia che ne deriva e la causa principale della disaffezione
che la maggioranza della gente prova nei confronti della matematica.
Ho cercato sempre - usando tutti i mezzi che avevo a disposizione e con
le forze che il mio intelletto mi ha dato - di rendere più agevole e spedito
questo processo.
È con questo scopo ben fisso nella mente che ho elaborato il metodo dei
logaritmi, a cui ho dedicato molti anni di studio...
Nello stesso tempo, a beneficio di chi volesse far uso solo dei numeri
naturali, ho predisposto altri tre brevi metodi di semplificazione dei
calcoli. Il primo dei quali e stato battezzato Rabdologia e si basa sull'uso
di alcune asticelle su cui sono scritti i numeri...
Rabdologia, p. 1
Ioanne Nepero, frontespizio Radbologia
(Edimburgo,1617)
Il metodo "rabdologico" prevedeva l'uso
di uno strumento costituito da una serie di dieci o più bastoncini che
riportavano, utilmente suddivisa, la tavola pitagorica: i bastoncini erano
generalmente realizzati in avorio.
Quest'ultima circostanza sta all'origine del loro
nomignolo: infatti furono ribattezzati confidenzialmente "ossa"
di Nepero ed a tutt'oggi questo è il nome con cui viene solitamente definito
questo strumento di calcolo nei paesi di lingua anglosassone.
Bastoncini di Nepero c. 1760. Collezione
privata
Le "ossa" si collocano a metà strada tra l'antico abaco e gli
strumenti analogici più moderni che fanno la loro comparsa all'inizio
del Seicento.
Nepero diede il nome di Rabdologia al libro che descrive lo strumento
pensando le asticelle come una metafora del bastone del rabdomante (rabdos
significa appunto bastone in greco): con i bastoncini, le "Ossa"
di Nepero, non si trova l'acqua ma una soluzione rapida delle quattro
operazioni!
La Rabdologia fu pubblicata nel 1617, in
latino come già Nepero aveva fatto per le opere precedenti. Il successo
del libro e delle "ossa" in esso descritte fu immediato: ne
uscirono ben presto delle traduzioni in inglese, francese, tedesco ed
italiano. Possedere il nuovo strumento di calcolo ben presto diventò un
irrinunciabile cult per gli intellettuali della seconda metà del
Seicento.
I
bastoncini
La Rabdologia è l'arte di calcolare tramite
bastoncini numerati: si tratta di righelli facilmente maneggiabili.
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Illustrazione schematica di un bastoncino |
Ogni faccia longitudinale è divisa in dieci parti
uguali, nove parti all'interno e una decima suddivisa in due metà poste
ai due estremi.
La scelta della sezione quadrata rende disponibili
su ogni righello quattro facce uguali su cui disporre, uno sotto l'altro
i multipli dei numeri da 1 a 9, come nelle usuali tavole pitagoriche:
rende anche possibile affiancare un righello all'altro.
Ognuno dei nove quadratini è, a sua volta diviso con
la diagonale in due triangoli uguali: per ciascun numero la cifra delle
decine si colloca nel triangolo di sinistra, quella delle unità in quello
di destra.
L'abbinamento delle numerazioni da inserire nelle
facce di uno stesso righello non è casuale, come pure l'ordine ascendente
o discendente secondo cui disporre i multipli lungo una stessa faccia.
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Le facce del primo bastoncino |
Raddoppiare, triplicare
I righelli con la loro sequenza di multipli consentono
agevolmente di raddoppiare, triplicare, in genere moltiplicare un numero
per un fattore da 2 a 9.
Come fare è semplice, forse neanche tanto vantaggioso
valutando che il tempo e la fatica che si impiegano con carta e matita
non sono molto diversi da quelli che si impiegano servendosi delle "Ossa".
La differenza, a vantaggio dell'uso delle "Ossa",
può forse dipendere da una consolidata abitudine a servirsi dello strumento
e, quindi, dalla velocità che si acquisisce nel suo uso.
Vediamo come operare per raddoppiare il numero 1615,
anno in cui lo strumento era certamente apprezzato:
A. si affiancano
quattro righelli che iniziano per 1,
6, 1,
5;
B. nella prima
riga relativa ad essi si legge, naturalmente 1615;
C. nella seconda
riga si leggono 0/2
1/2 0/2
1/0 (la linea
obliqua non rappresenta una frazione ma è l'eseplificazione grafica
della posizione dei numeri sulle facce di ciascun bastoncino)
D. appaiando
le cifre adiacenti si ha
0/[2
+ 1]/[2 + 0]/[2
+ 1]/[0]
E. sommando
le cifre appaiate si ottiene 3230,
esattamente il doppio di 1615.
Ove si volesse leggere il triplo
basterebbe leggere la terza riga 0/3
1/8 0/3
1/5,
appaiando analogamente le cifre 0/[3
+ 1]/[8 + 0]/[3
+ 1]/[5]
= 4845
La quarta riga porterebbe
0/[4
2]/[4
0]/[4 2]/[0]
= 6460
È evidente come la scrittura nei bastoncini dei numeri
separando la cifra delle decine da quella delle unità agevoli le normali
operazioni di riporto.
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